Paolo Brandi
Il chimico che ruba con gli occhi

Paolo nasce a Roma nel 1980, da una madre apprensiva da cui eredita l’ipocondria e da un padre che gli trasmette la passione viscerale per il calcio. Fin dalle elementari ci sa fare con i numeri, per questo sceglie gli studi scientifici e così impara che alla natura si ruba con gli occhi, come incalzava un vecchio professore di Chimica Organica. E così tra una formula e un’altra, dopo 25 anni di comoda gestazione nel ventre molle della capitale, viene partorito una seconda volta quando si trasferisce per lavoro nelle umide province del basso Lazio. Superato lo smarrimento dei mesi successivi a questa seconda nascita, arriva l’illuminazione. Le colline morbide della Ciociaria, la geometria regolare delle strade dell’Agro Pontino e l'umanità variopinta incontrata nelle fabbriche rendono visibile quello che si nasconde nel frastuono della metropoli. La provincia diventa così una miniera di storie da rubare con gli occhi e da scrivere bene nero su bianco, come in un quaderno da laboratorio, per razionalizzare meglio l’attrito generato dal contatto ruvido che c’è tra le persone quando si incontrano.

 

Ama il calcio, le persone educate, parlare con gli anziani, andare al cinema, gli appunti scritti a mano. 

Odia il semplicismo, parlare del più e del meno, chi si sente migliore degli altri.

La sua keyword è osservazione.

Il suo sogno è un centro di gravità permanente tra le tante città, tra le tante persone, tra le tante cose, tra le tante passioni.

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